MAKE THE CONNECTION

I Terrestri

Ho avuto il coraggio di conoscere…

Le scelte che facciamo, non influenzano solo la nostra vita, ma anche quella degli altri.

Il termine italiano “vegetariano” dall’antico francese “vegetable” (vivente, degno di vivere), deriva dal latino “vegetus” (forte, sano, attivo, vigoroso).

Chi sono i VEGAN? Li consideravo folli prima di capire le loro ragioni. Si tratta di una visione del mondo di massimo rispetto per la natura, animali e uomini. Non si tratta di follia, ma di un mondo illuminato. L’errore è dire che i vegani non mangiano neanche i derivati animali, senza approfondire il vero concetto, come se fossero persone limitate e masochisti. Dietro a quell’immagine di un “mangia-erba” si nasconde un organismo estretamente sano, nutrito delle bontà che offre la terra, senza procurare alcun disturbo agli altri. E penso che ci siano molte ragioni per rispettare la scelta vegan.

Gli studi scientifici confermano che nella dieta vegana è minore il rischio di procurarsi problemi cardiovascolari, diabete, tumori, infarti, osteoporosi ecc. Anatomicamente il nostro organismo non è strutturato per digerire la carne, anche se da piccoli ci abituano a mangiarla. Come tutti gli erbivori, abbiamo l’intestino lungo e sottile e la nostra mascella è in grado di muoversi lateralmente. Nei carnivori lo stomaco è più largo e corto in modo da eliminare velocemente il cadavere in decomposizione e la mascella si muove solo verticalmente. Mentre per quanto riguarda i derivati animali, il nostro corpo ha imparato ad assimilare gli acidi grassi contenuti nei latticini, che inacidiscono il nostro sangue, e per neutralizzarlo consumiamo il fosfato delle nostre ossa eliminando così anche il calcio.

Quindi dopo le pubblicità sulle carni con i maialini sorridenti e dei latticini con le mucche saltellanti ecco che ci suggeriscono i medicinali per integrare il calcio o risolvere il problema della cena rimasta sullo stomaco. Allora diventa chiaro perchè si sta meglio senza carne, perchè nella natura coincide tutto.

Gli allevamenti attuali occupano gli spazi che potrebbero essere usati per coltivare cibo per tutta l’umanità. Ma non è così e per nutrire tutti gli animali dell’allevamento servono in media, per un chilo di carne, 10 mila chili di cereali e 3.000 litri d’acqua. Con questi numeri non basterebbe ricoprire tutto il pianeta di allevamenti per nutrire tutta la popolazione terrestre. Gli allevamenti industrializzati, quindi, esistono grazie a 800 milioni di persone che soffrono la fame. Inoltre gli allevamenti sono dannosi per l’ambiente, inquinano più dei trasporti umani. Per capire meglio QUI

Spesso sento dire che l’uomo è libero di scegliere e che deve essere rispettato, io ho abbandonato il rispetto verso le scelte che condizionano la vita di qualcun’altro. E queste scelte spesso si spiegano con le abitudini, tradizioni o gusti.

C’è chi definisce i vegani come “estremisti”, ma una persona che si nutre di altre vite torturate non può dire che chi non lo fa è estremista. Estremista è chi non si vergogna di uccidere o pagare per mangiare quello che uccide qualcun’altro. Estremista è chi si veste di pelliccia non sua. Estremismo è l’allevamento intensivo. Estremismo è dire che le bestie sono fatte per essere mangiate (cose inventate da non si sa chi) e negare i fatti quotidiani che si vedono nei macelli e allevamenti intensivi. Estremismo è quello che fanno nei laboratori con gli animali. Estremismo è vivere con il prosciutto agli occhi.

Spesso i vegani o animalisti sono visti anche come persone maleducate, convinti dei propri ideali o religioni, che impongono agli altri. In realtà non esiste una ragione negativa nell’essere vegano, non si fa nulla di male! L’unica ragione negativa è quella degli onnivori che si oppongono a riconoscere la responsabilità delle proprie mostruosità e autodifendono la propria gola, giustificandosi con l’indispensabilità della carne. Insomma è più comodo prendersela con i vegani invece di capirne la ragione, e dire: “sì sono un mostro”.

Basterebbe farsi una domanda: “Se posso vivere sano senza la morte degli animali, perchè continuare a ucciderli?” Non è forse più morale dare più importanza alla vita degli esseri viventi piuttosto che al proprio egoismo di gola, fregandosene di tutto e dire: “ma la carne è buona”? Questa bontà vale l’indescrivibile sofferenza degli animali?
La cosa triste è che nel mondo è pieno di persone che ignorano volutamente l’idea di cambiare qualcosa nella propria vita, ma preferiscono prendere il più possibile, giustificandosi con una soluzione disumana, ovvero, finché questi sono in vita non cambierà niente e non gliene importa di contribuire a migliorare il futuro, in questo caso si tratta di persone che oltre al regno animale non danno importanza neanche all’umanità.

L’uomo (cattivo) usa l’animale in tutto senza farsi problemi: un giubbotto in pelle e un cappuccio con il pelo vero, sembrano apparire di valore, ma pieni di violenza e crudeltà nascosti al pubblico. Animali dei circhi o delfinari, che divertono i bambini, maltrattati e obbligati a fare cose anomale ridicolizzando la loro natura. Animali da laboratorio torturati inutilmente (perchè il test finale si effettua comunque sull’uomo), che guariscono le malattie umane (procurate da loro stessi), in realtà è una posizione economica comoda alle case farmaceutiche. Animali da riti o festeggiamenti, non esistenti in alcune religione, ma stranamente usati per tradizioni spirituali, l’uomo spiega questo concetto come qualcosa di sacro, togliendo la vita in modi inspiegabili alle creature innocenti, vittime delle nostre idiozie. A dirla tutta anche per offendere una persona spesso si usa qualche nome animale.

Questa non è una mia opinione, ma la crudele realtà, per cui non hanno senso neanche le immediate autodifese della ragione, che vuole essere soddisfatta, dei consumatori/sfruttatori degli animali.

L’uomo paga perchè tutto questo continui, perchè smettere è diverso da quello che la nostra mente è abituata a conoscere dai primi giorni della vita. Io non voglio contribuire a questa vergogna e ignoranza, io posso scegliere.

Il Furto di Vita
Quando rifletti sulla provenienza della pelliccia, immaginando che era la pelle e pelo di un animale vivo, e dopo che l’uomo l’ha ucciso, ne rimane solo il manto, appeso in una vetrina o addosso a una persona, viene spontaneo paragonare l’immagine dell’uomo a quella di un ladro, che ruba la pelle a un essere vivente innocente, per mettersela addosso. Tutto questo non accadeva così spesso quando l’uomo era ancora solo sapiens e non sapeva come coprirsi altrimenti.

La Vita inconscia
Se pensi agli allevamenti di animali da carne o da laboratorio o da pelliccia, capisci che nascono, vivono e muoiono in condizioni in cui non conoscono la vita naturale, muore uno nasce un’altro.  Quindi facendo questo ragionamento capisci che anche allevare uomini da carne, laboratorio o pelle possa essere la stessa cosa.

 

Scava nella tua coscienza e ascolta..

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